mercoledì 22 aprile 2009
Galileo Galilei
Moltissimi sono i link sul WEB, questi i più recenti:
Un toscano a Padova
Galileo, secondo Leopardi
Galileo Galilei, che fisico!
Galileo: cose mai viste prima
domenica 30 marzo 2008
Argomenti delle lezioni
LU 08.2.18 Introduzione al Corso. La storia e la memoria. La scrittura e il documento
VE 08.2.22 I popoli senza scrittura. Le culture tacite. Il mondo antico e i miti della tecnica.
LU 08.2.25 La tecnica del caso, la tecnica dell’artigiano, la tecnica del tecnico (J. Ortega y Gasset). Techné e Ars.
VE 08.2.29 Il mondo dei Greci e dei Romani: Vitruvio, Frontino, Vegezio.
LU 08.3.3 La cultura alessandrina: i veteres mathematici, Archita, Erone, Pappo.
VE 08.3.7 Il Medioevo: la tecnologia nei monasteri, le tecnologie militari
LU 08.3.10 Arsenali e cantieri: il “caso” Brunelleschi.
VE 08.3.14 Il Rinascimento delle macchine: da Francesco di Giorgio a Leonardo da Vinci
LU 08.3.17 Una cultura in rinnovamento: dal Medioevo al Rinascimento delle macchine
VE 08.3.28
LU 08.3.31 La cultura tecnica dell’Età Barocca. I “Teatri di Macchine”: da Jacques Besson a Jacob Leupold.
VE 08.4.4 Standardizzare e organizzare: Accademie e Arsenali: dal calibro dei cannoni alla normativa tecnica-
VE 08.4.11 La tecnologia nell’Encyclopédie.
LU 08.4.14 La rivoluzione industriale è tessile: da John Kay a Gaetano Bonelli La rivoluzione industriale e l’istruzione tecnica: dalle scuole operaie ai politecnici
VE 08.4.18 La “promozione della industria”: le Esposizioni industriali.
LU 08.4.21 Nuovi metodi di costruzione: calcestruzzo armato, ferro e vetro. Lord Brunel, Gustave Eiffel, Hennebicque,...
LU 08.4.28 L’innovazione industriale e la sua “protezione”: privilegi industriali e brevetti.
LU 08.5.5 La rivoluzione industriale: nuovi scenari economici e conflitti sociali: da Adam Smith a Karl Marx.
VE 08.5.9 I trasporti ferroviari: dalla Stockton-Darlington alla TAV.
LU 08.5.12 Il calcolo automatico: da Charles Babbage a Bill Gates
VE 08.5.16 Nuove tecnologie belliche: da Giovanni Cavalli a Enrico Fermi
LU 08.5.19 Le telecomunicazioni: da Claude Chappe a Guglielmo Marconi
VE 08.5.23 La chimica: da Amedeo Avogadro a Giulio Natta
LU 08.5.26 L’aeronautica e la conquista dello spazio: da Almerico da Schio a Wernher von Braun
VE 08.6.30 La tecnoscienza e i nuovi paradigmi: Large Systems & Big Science
martedì 19 aprile 2011
L10 - La scienza delle acque

Si attribuisce a Ctesibio l'invenzione della pompa a stantuffo. L'idraulica è una scienza antica e trova già in Vitruvio e in Frontino dei trattatisti attenti agli aspetti tecnologici e normativi legati alla condotta delle acque.
Primi cenni all'idraulica come scienza si trovano nei trattati medievali; Villard de Honnecourt presenta alcune immagini di macchine idrauliche, mentre i trattatisti del Quattrocento (Mariano di Jacopo detto il Taccola, Francesco di Giorgio, e anche Roberto Valturio) ampliamente trattano il tema presentando progetti di ruote idrauliche, di pompe, di sifoni, ecc.).
Leonardo da Vinci, acuto osservatore dei fenomeni naturali dedicherà allo studio del moto delle acque molte pagine dei suoi appunti, dove si trovano disegni di numerose macchine idrauliche.
Con la nascita della "nuova scienza" galileiana anche l'idraulica si sviluppa organizzando scientificamente e sperimentalmente il proprio sapere. Amico e corrispondente di Galileo Galilei è Benedetto Castelli.
Nel primo Settecento il francese Bernard Forest de Bélidor pubblicherà l'opera Architecture Hydraulique, che costituirà un importante passo verso l'idraulica moderna.

Stefano G. Loffi ha scritto una Piccola storia dell'idraulica reperibile in Internet.
Francesco Mantelli e Giorgio Temporelli, L'acqua nella storia, Milano : FrancoAngeli.
mercoledì 4 maggio 2011
L12 - La nuova scienza

I protagonisti:
Francesco Bacone (1561-1626)
Galileo Galilei (1564-1642)
René Descartes (1596-1650)
Isaac Barrow (1630-1677)
Isaac Newton (1642-1727)
Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716)
Edmond Halley (1656-1742)

I. Newton, Principia Mathematica, London 1687
Le istituzioni "reali":
Royal Society (London 1662-)
Académie Royale des Sciences (Paris 1666-)
Kurfürstlich Akademie der Wissenschaften (Berlin 1700-)
...
Reale Accademia delle Scienze (Torino 1783-)
mercoledì 2 maggio 2012
Attraverso le rivoluzioni...
técnica del azar
|
técnica del artesano
|
técnica del técnico
|
nomade
cacciatore
raccoglitore
|
agricoltore
artigiano
|
tecnico
scienziato
imprenditore
|
saper cercare
|
saper fare
|
saper far fare
|
caverna
|
villaggio
|
città industriale
|
reperti naturali
|
risorse naturali
|
risorse tecniche
|
rami
ossa
ciottoli
|
legno
pietra
cuoio, pelle
vetro
|
acciaio
cotone
materiali sintetici
|
habitat
|
bottega
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fabbrica
|
energia animale
|
energia idraulica
|
energia termica
|
-
|
beni materiali
|
sistemi produttivi
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[-]
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[kg]
|
[W]
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(baratto)
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(mercato)
|
(finanza)
|
esperienza
|
apprendistato
|
scuola tecnica
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graffiti
|
manoscritti
|
libri a stampa
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Omero
|
Dante, G.Boccaccio, F.Rabelais
|
Ch. Dickens, E.Zola, M.Proust, J.Joyce, Th.Mann
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fuoco
arco e frecce |
mulino
trabocco cannocchiale |
filatrice meccanica
macchina a vapore bicicletta |
Prometeo, Ercole, Dedalo, Ulisse, Archimede
|
Al Jazari, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei
|
Lord Brunel, Thomas A. Edison, Gustave Eiffel, Guglielmo Marconi
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lunedì 31 marzo 2008
Galileo Galilei (Pisa 1564 - Arcetri 1642)
Nel 1592, per interessamento di Guidobaldo del Monte, ottiene un contratto triennale all'Università di Pisa, ma il lavoro non lo soddisfa. Dop la morte del padre si trasferisce a Padova, dove si tratterrà dal 1592 al 1610, come professore di "matematiche": inizialmente insegna Fortificazioni. Dei suoi corsi di Fortificazioni restano alcune trascrizioni delle lezioni a cura di alcuni suoi allievi. Indi insegna Meccanica, e a seguito di queste esperienze didattiche, rinnovando la disciplina del suo maestro, pubblica il libro: Le mecaniche (1599). Durante gli anni al servizio della Serenissima si impegna anche a risolvere importanti questioni pratiche di immediata utilità civile e militare. Nel 1606 pubblica Le operazioni del compasso geometrico e militare.
Nel 1638 pubblicherà i Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attenenti alla mecanica & i movimenti locali in cui appaiono importanti considerazioni intorino a una scienza della meccanica ormai completamente rinnovata. Questo il famoso passo in cui si argomenta sulla resistenza dei materiali e sulla non linearità dei fenomeni fisici.
"Or vegghino come dalle cose sin qui dimostrate apertamente si raccoglie l'impossibilità del poter non solamente l'arte, ma la natura stessa, crescer le sue macchine a vastità immensa: sì che impossibil sarebbe fabbricar navilii, palazzi o templi vastissimi, li cui remi, antenne, travamenti, catene di ferro, ed in somma le altre lor parti, consistessero; come anco non potrebbe la natura far alberi di smisurata grandezza, poiché i rami loro, gravati dal proprio peso, finalmente si fiaccherebbero; e parimente sarebbe impossibile far strutture di ossa per uomini, cavalli o altri animali, che potessero sussistere e far proporzionatamente gli uffizii loro, mentre tali animali si dovesser agumentare ad altezze immense, se già non si togliesse materia molto più dura e resistente della consueta, o non si deformassero tali ossi, sproporzionatamente ingrossandogli, onde poi la figura ed aspetto dell'animale ne riuscisse mostruosamente grosso: il che forse fu avvertito dal mio accortissimo Poeta, mentre descrivendo un grandissimo gigante disse:
"Non si può compatir quanto sia lungo,
Sì smisuratamente è tutto grosso.

"E per un breve esempio di questo che dico, disegnai già la figura di un osso allungato solamente tre volte, ed ingrossato con tal proporzione, che potesse nel suo animale grande far l'uffizio proporzionato a quel dell'osso minore nell'animal più piccolo, e le figure son queste: dove vedete sproporzionata figura che diviene quella dell'osso ingrandito. Dal che è manifesto, che chi volesse mantener in un vastissimo gigante le proporzioni che hanno le membra in un uomo ordinario, bisognerebbe o trovar materia molto più dura e resistente, per formarne l'ossa, o vero ammettere che la robustezza sua fusse a proporzione assai più fiacca che ne gli uomini di statura mediocre; altrimente, crescendogli a smisurata altezza, si vedrebbono dal proprio peso opprimere e cadere. Dove che, all'incontro, si vede, nel diminuire i corpi non si diminuir con la medesima proporzione le forze, anzi ne i minimi crescer la gagliardia con proporzion maggiore: onde io credo che un piccolo cane porterebbe addosso due o tre cani eguali a sé, ma non penso già che un cavallo portasse né anco un solo cavallo, a se stesso eguale.
Delle opere segnate in grassetto è disponibile un e_book sul sito Liber-Liber.
